Sentieri Digitali

la start-up culturale di progettoCampania2.0

Archive for febbraio, 2010

AVVISO#2

L’Incontro con Leandro Demori – giornalista indipendente brasiliano – previsto per il 3 Marzo alle ore 18 (data annullata) è stato rinviato al 17 Marzo alle ore 17 sempre presso la sede della Libreria Ubik Napoli – Via Benedetto Croce n.28.

L’argomento del dibattito sarà: Internet e Politica:Indipendenza, partecipazione e justizia – Il caso Nova Corja (Brasil)

A seguire, come da programma, alle 18:30 l’incontro con Alessandro Arienzo per parlare di “Filosofi per la comunicazione e l’Innovazione” www.mastertransmediale.it

Internet, si può dare un ordine al caos?

di Carmine Saviano

Coltivare la memoria del web. Non inseguire le novità che la rete propone ogni giorno. E affinare le capacità critiche professionalizzando l’approccio a internet. Questi i temi al centro del terzo incontro di Sentieri Digitali, rassegna napoletana sui new media alla Libreria Ubik. Ad animare il dibattito Tommaso Ederoclite e Pasquale Popolizio, ricercatori in Sociologia all’Università Federico II e Alessandro Mazzù, creatore di Napoli 2.0, social network di comunicatori ed esperti di marketing. Un confronto sulle condizioni di possibilità per ordinare il grande caos della rete.

Una rete che quasi ogni giorno viene denotata in modo diverso. Dal 2.0 al web al quadrato, passando per Impresa 4.0 alla trans-medialità. Un labirinto di sigle in cui si rischia lo smarrimento. “Non ho mai creduto alle etichette che si appiccicano alla Rete”, dice Tommaso Ederoclite. “Internet è ancora il regno del caos, un luogo dove c’è ancora molto da fare in merito alla validazione delle informazioni e delle conoscenze”. La proposta è mettersi al “lavoro per correggere le troppe sbavature che ci sono. Non tutti i contenuti possono trasformarsi in pepite d’oro”. L’auspicio è “affrontare con spirito critico la costruzione della propria identità digitale”.

Un processo che tira in ballo il problema della scarsa memoria dei fruitori del web. “L’atteggiamento predominante su internet esclude chi vuole apportare qualità ai contenuti e alle informazioni online” , continua Ederoclite. “Si rincorrono le novità, e spesso si spacciano per nuove cose che già c’erano una decina di anni fa”. E’ il caso della capacità di implementazione democratica dei social network, che “era già al centro del progetto delle reti civiche, network esistenti già alla fine degli anni ‘80”.

“Sulla rete deve finire il tempo del pressapochismo”, dice Pasquale Popolizio. “La sfida che abbiamo davanti è la professionalizzazione del web, la creazione di figure professionali formate per costruire contenitori e contenuti”. Un lavoro che “ consentirà alle aziende di assumere personale specializzato e fornirà agli ordini professionali maggiori informazioni per la formazione specifica”. E grazie al lavoro dell’Iwa, l’associazione internazionale dei webmaster, e alla collaborazione di molti professionisti e di numerose aziende, è stato pubblicato nell’ottobre scorso un documento che descrive 15 figure professionali. Un primo passo verso la costruzione di uno standard che possa essere recepito da quanti più soggetti possibile.

E il progetto Napoli 2.0 di Alessandro Mazzù, va proprio nella direzione della professionalizzazione il lavoro in rete. Obiettivo è “partire da internet per dar vita a qualcosa di concreto, di vero” . Per “aumentare l’interattività e la partecipazione, non solo tra istituzioni e cittadini ma anche tra aziende e clienti”.

(26 febbraio 2010)

fonte: http://napoli.repubblica.it

AVVISO per il 3 Marzo

L’appuntamento con l’autore Leandro Demori previsto per il 3 marzo presso la Libreria UBIK è rimandato a data da destinarsi.

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  • “Dal Civic Network al Communication Networking: la rete di professionisti sul territorio”

    Tommaso Ederoclite Quarto appuntamento per la rassegna Sentieri Digitali – A passeggio con i protagonisti del Web2.0 nel cuore di Napoli, l’iniziativa promossa da progettoCampania 2.0 e Libreria Ubik Napoli gode del patrocinio dell’Assostampa Campania.

    Sentieri Digitali è la start-up culturale di progettoCampania2.0 – il primo osservatorio regionale sulle Culture Digitali fondato dalla newsmaker Francesca Ferrara curatrice dell’iniziativa.
    L’appuntamento è tutti i lunedì di Febbraio e tutti i mercoledì di Marzo.

    Lunedì 22 febbraio ore 18 il Prof. Tommaso Ederoclite, Università degli Studi di Napoli Federico II°, presenterà Le Reti Civiche, precursori e genitori delle attuali piattaforme di social networking on line come Facebook, LinkedIn, Xing, Viadeo, Ning. Le Reti Civiche sono le prime forme di esperienza collaborativa nate in rete. La loro caratteristica era data dal fatto che fossero costituite da esperti di settore dello stesso territorio che si incontravano anche fuori dalla rete.
    Cosa è cambiato da allora, storia e genesi si analizzeranno con il contributo alla discussione del consulente e formatore in Marketing Digitale e accessibilità del Web, Blogger professionista su Techblogs.it – dott. Pasquale Popolizio e dell’ Amministratore e Marketing Manager di QADRA.NET e Coordinatore del portale del marketing e della comunicazione NAPOLI 2.0 dott. Alessandro Mazzù.

    Ingresso libero e gratuito. Ubik – Via Benedetto Croce n.28 Napoli
    Per info: 081.4203308 (libreria Ubik Napoli) oppure e-mailing to: sentieridigitali[at]gmail.com

    PA, internet e digitale: il futuro è in ritardo

    PA, internet e digitale: il futuro è in ritardo

    di Carmine Saviano

    Code interminabili. E vere e proprie corse a ostacoli per ottenere un documento o un certificato. Succede anche questo nella Pubblica Amministrazione italiana. Che da una decina d’anni è alle prese con l’esigenza di digitalizzare uffici e procedure per rendere più efficienti e veloci i servizi ai cittadini. Dello stato dell’arte della pubblica amministrazione digitale ne ha discusso a Napoli, nel secondo incontro della rassegna Sentieri Digitali alla libreria Ubik, Ernesto Belisario, docente universitario e blogger. Un tragitto tra perversioni burocratiche e paura della tecnologia. Con la proposta di un decalogo di pratiche da adottare e con una domanda rivolta alla politica: “Quanto peso ha l’informatizzazione della PA nei programmi dei candidati alle regionali?”.

    Per Belisario, in Italia la situazione non è delle migliori. “Nel nostro Paese la PA digitale è una chimera. Chiunque ha dimestichezza con gli uffici può rendersene conto”. Le cause di questo ritardo sono molteplici e vanno “dall’anzianità della popolazione alla perversione burocratica che a volte sembra colpire gli uffici”. Problemi che si fanno sempre più pressanti in relazione all’aumento dei nativi digitali, ovvero di tutte le persone che oramai vivono in simbiosi con gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia. “Molti giovani si chiedono perché non sia possibile utilizzare la propria mail per richiedere documenti o pratiche agli uffici delle istituzioni”. E poi il problema delle tante professionalità “imbrigliate da una burocrazia soffocante, legata alla forma cartacea dei documenti”.

    Una situazione che porta l’Italia agli ultimi posti in Europa. Secondo gli ultimi studi, infatti, il nostro Paese è al ventitreesimo posto, nell’Europa a 27, “per quanto riguarda la dotazione e l’utilizzo di tecnologie informatiche nella Pubblica Amministrazione”. Belisario auspica una “rivoluzione copernicana” che metta il “cittadino al centro della PA”. La necessità è quella di “trasmettere la sensazione che la tecnologia semplifica le nostre vite”. Una trasformazione necessaria anche per arrestare “ quel processo in base al quale cresce la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni”. Un trend generalizzato, che accomuna Napoli a molte altre città italiane.

    Una situazione critica nonostante le molte risorse erogate dallo Stato. Nel 2008, per la PA digitale, sono stati stanziati “1,7 miliardi di euro per le amministrazioni periferiche e 1,5 miliardi per quelle centrali”. Molto alte anche le percentuali che si riferiscono alle dotazioni tecnologiche degli uffici. “Il 98% dei dipendenti ha un computer, e il 94% è connesso a internet”. Il problema centrale, per Belisario, è l’approccio utilizzato. “E’ necessario iniziare a fare qualcosa, a provare sul campo. E soprattutto bisogna cancellare la paura per la tecnologia che pervade gli uffici pubblici”. Poi la proposta di un decalogo, dieci pratiche per accelerare questo processo. Tra i punti: “smettere di pensare che ’si è sempre fatto così’, interpretare in modo intelligente le norme. E poi smettere di produrre documenti sia in formato digitale che in quello cartaceo”. Una sfida, quella dell’innovazione tecnologica, che “dovrebbe essere raccolta dalla politica”, e soprattutto da “chi si candida a governare le nostre regioni”.

    (15 febbraio 2010)

    fonte: http://napoli.repubblica.it

    Annullato incontro con Nicola Izzo

    AVVISO: Si comunica che l’incontro delle ore 18 “Oltre il sapere collaborativo. Il caso Wikipedia” con Nicola Izzo di Wikimedia.it -all’interno della rassegna Sentieri Digitali di progettoCampania2.0 -è rinviato a data da destinarsi a causa di indisposizione dell’autore. Ci si scusa per l’inconveniente.

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  • Www.wikipedia.org_screenshot

    Nicola Izzo interviene sul processo di strutturazione de:
    “Il Sapere collaborativo. Il caso Wikipedia”

    Terzo appuntamento per la rassegna Sentieri Digitali – A passeggio con i protagonisti del Web2.0 nel cuore di Napoli, l’iniziativa promossa da progettoCampania 2.0 e Libreria Ubik Napoli gode del patrocinio dell’Assostampa Campania.
    Sentieri Digitali è la start-up culturale di progettoCampania2.0il primo osservatorio regionale sulle Culture Digitali fondato dalla newsmaker Francesca Ferrara curatrice dell’iniziativa.

    L’appuntamento è tutti i lunedì di Febbraio e tutti i mercoledì di Marzo.

    Nell’era del web sociale e partecipativo non solo l’informazione ma anche il sapere proviene grazie alla partecipazione dei singolo prosumer che grazie al suo apporto alimenta la conoscenza collettiva.

    Lunedì 15 febbraio ore 18 <strong>Nicola Izzo, esperto di condivisione della conoscenza e dei social media e coordinatore dei progetti di Wikimedia Italia, sarà ospite della rassegna per parlare del progetto “Oltre Wikipedia. Il sapere collaborativo”

    Sito Wikimedia

    Ingresso libero e gratuito. Ubik – Via Benedetto Croce n.28 Napoli
    Per info: 081.4203308 (libreria Ubik Napoli) oppure e-mailing to: sentieridigitali@gmail.com

    La nuova Pubblica Amministrazione Digitale

    I DIRITTI DIGITALI DEGLI ENTI

    ERNESTO BELISARIO INTERVIENE SULLA DIGITALIZZAZIONE DELLA P.A.

    Secondo appuntamento per la rassegna Sentieri Digitali – A passeggio  con i protagonisti del Web2.0 nel cuore di Napoli, l’iniziativa  promossa da progettoCampania 2.0 e Libreria Ubik Napoli gode del patrocinio dell’Assostampa Campania.
    Sentieri Digitali
    è la start-up culturale di progettoCampania2.0 – il primo osservatorio regionale sulle Culture Digitali fondato dalla newsmaker Francesca Ferrara curatrice dell’iniziativa.

    L’appuntamento è  tutti i lunedì di Febbraio e tutti i mercoledì di Marzo.

    Lunedì 8 Febbraio uno dei più noti studiosi dell’innovazione e del web, l’Avv. Ernesto Belisario, specializzato in diritto delle nuove tecnologie e in diritto amministrativo, sarà ospite di progettoCampania2.0 per presentare il suo libro: ”La nuova Pubblica Amministrazione Digitale” edito da Maggioli, una guida facile al doveroso adeguamento tecnologico in seguito alla normativa vigente in materia di Amministrazione Digitale alla luce dei più recenti provvedimenti normativi (Legge n.69/2009) che hanno introdotto nuovi obblighi per gli Enti tra cui quello di usare le moderne tecnologie informatiche e telematiche nei rapporti interni, con le altre Pubbliche Amministrazioni e nelle relazioni con cittadini e imprese, eliminando gli sprechi in termini di risorse e tempo. http://blog.ernestobelisario.eu

    http://www.facebook.com/amministrazione.digitale?ref=ts

    Ingresso libero e gratuito. Ore 18 Ubik – Via Benedetto Croce n.28 Napoli

    Per info: 081.4203308 (libreria Ubik Napoli) oppure e-mailing to: sentieridigitali@gmail.com

    Caterina Policaro, una delle blogger più seguite d’Italia ha aperto la seconda serie di Sentieri Digitali, un ciclo di micro conferenze organizzate con l’obiettivo di “divulgare sul territorio la cultura digitale”. “Attenzione ai social network – avverte – non vanno usati in maniera unidirezionale. Occorre mettere in relazione la vita reale con la vita digitale”

    di Carmine Saviano

    Da Facebook a Twitter, da YouTube a FriendFeed. Sono oramai centinaia le piattaforme che permettono ad ogni abitante del web di creare e sviluppare la propria identità digitale. Programmi sempre più integrati tra loro per conversare e condividere contenuti. Ne ha parlato a Napoli Caterina Policaro, in arte Catepol, una delle più seguite blogger italiane. Un incontro che ha aperto la seconda serie di Sentieri Digitali, un ciclo di micro conferenze organizzate da Francesca Ferrara e ospitate dalla libreria Ubik. Con l’obiettivo di “divulgare sul territorio la cultura digitale”.

    Catepol lancia subito una serie di avvertimenti sull’utilizzo dei social network: “Il problema è mettere in relazione la mia vita reale con la mia vita digitale”. Conversare, condividere contenuti, diffondere notizie. Tutte attività che rendono proficua e divertente la propria esistenza online. “Ci vuole passione e un pizzico di follia. E bisogna pensare che il contenuto è relativo, serve solo per far iniziare una conversazione, per formare una comunità”. Non ha senso “utilizzare queste piattaforme in maniera unidirezionale. Ci sono milioni di blog che non si sviluppano perché i loro proprietari non riescono a fare rete”.

    Proprio la possibilità di avere una rete di contatti praticamente illimitata è, per Catepol, la fortuna di Facebook. Nonostante esso sia il social network “più stupido, più demenziale e tecnologicamente il più inadeguato”, ha un merito: “aver portato milioni di persone su internet”. Anche se adesso sembra che serva “solo a farsi i fatti degli altri”. Alla ricerche delle ‘bufale su Facebook’, Catepol dedica gran parte del proprio lavoro in rete. Un lavoro che è diventato una comunità online composta da quasi 30mila membri. Un gruppo che diffonde conoscenze sul grado di privacy attualmente esistente su Facebook: “E’ come essere in una piazza, nessuno ti da la tranquillità di non essere visto”. E non è tutto: “Esistono delle applicazioni che consentono a chiunque di vedere anche i contenuti privati”.

    Strumenti che a volte sono utilissimi per diffondere informazioni. Catepol ricorda la notte del terremoto dell’Aquila: “Abbiamo avuto le prime notizie da Twitter. Messaggi brevi, ma che trasmettevano tutto. E tra le due di notte e le sei del mattino Twitter è stato il solo canale d’informazione. Le uniche notizie erano quelle che gli utenti postavano”. Un caso, che in scala maggiore, si è ripetuto con il terremoto di Haiti. “Molte testate giornalistiche hanno attivato delle sezioni dove poter consultare il flusso di informazioni proveniente dalle zone del sisma. E spesso si è trattato di informazioni vitali per poter salvare delle persone”.

    E tra le tante piattaforme, quella che negli ultimi tempi sta riscuotendo molto successo è Linkedin, “un social network per cercare lavoro”. Un vero e proprio “biglietto da visita online, un modo per rendere interattivo il proprio curriculum”. Infatti e possibile “sia chiedere referenze ai propri datori di lavoro che segnalare amici a qualche azienda che cerca personale”. E non mancano nel campo esperimenti campani. Come Meemi, un social network creato da “Enrico e Carla, due aversani che adesso abitano a Sesto San Giovanni”.

    (02 febbraio 2010)

    fonte: http://napoli.repubblica.it

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