Internet, si può dare un ordine al caos?

di Carmine Saviano

Coltivare la memoria del web. Non inseguire le novità che la rete propone ogni giorno. E affinare le capacità critiche professionalizzando l’approccio a internet. Questi i temi al centro del terzo incontro di Sentieri Digitali, rassegna napoletana sui new media alla Libreria Ubik. Ad animare il dibattito Tommaso Ederoclite e Pasquale Popolizio, ricercatori in Sociologia all’Università Federico II e Alessandro Mazzù, creatore di Napoli 2.0, social network di comunicatori ed esperti di marketing. Un confronto sulle condizioni di possibilità per ordinare il grande caos della rete.

Una rete che quasi ogni giorno viene denotata in modo diverso. Dal 2.0 al web al quadrato, passando per Impresa 4.0 alla trans-medialità. Un labirinto di sigle in cui si rischia lo smarrimento. “Non ho mai creduto alle etichette che si appiccicano alla Rete”, dice Tommaso Ederoclite. “Internet è ancora il regno del caos, un luogo dove c’è ancora molto da fare in merito alla validazione delle informazioni e delle conoscenze”. La proposta è mettersi al “lavoro per correggere le troppe sbavature che ci sono. Non tutti i contenuti possono trasformarsi in pepite d’oro”. L’auspicio è “affrontare con spirito critico la costruzione della propria identità digitale”.

Un processo che tira in ballo il problema della scarsa memoria dei fruitori del web. “L’atteggiamento predominante su internet esclude chi vuole apportare qualità ai contenuti e alle informazioni online” , continua Ederoclite. “Si rincorrono le novità, e spesso si spacciano per nuove cose che già c’erano una decina di anni fa”. E’ il caso della capacità di implementazione democratica dei social network, che “era già al centro del progetto delle reti civiche, network esistenti già alla fine degli anni ’80”.

“Sulla rete deve finire il tempo del pressapochismo”, dice Pasquale Popolizio. “La sfida che abbiamo davanti è la professionalizzazione del web, la creazione di figure professionali formate per costruire contenitori e contenuti”. Un lavoro che “ consentirà alle aziende di assumere personale specializzato e fornirà agli ordini professionali maggiori informazioni per la formazione specifica”. E grazie al lavoro dell’Iwa, l’associazione internazionale dei webmaster, e alla collaborazione di molti professionisti e di numerose aziende, è stato pubblicato nell’ottobre scorso un documento che descrive 15 figure professionali. Un primo passo verso la costruzione di uno standard che possa essere recepito da quanti più soggetti possibile.

E il progetto Napoli 2.0 di Alessandro Mazzù, va proprio nella direzione della professionalizzazione il lavoro in rete. Obiettivo è “partire da internet per dar vita a qualcosa di concreto, di vero” . Per “aumentare l’interattività e la partecipazione, non solo tra istituzioni e cittadini ma anche tra aziende e clienti”.

(26 febbraio 2010)

fonte: http://napoli.repubblica.it

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