Avatar a Napoli e la comunicazione virtuale

Come integrare i canali della comunicazione classica con le nuove piattaforme multimediali. E’ il tema dell’incontro che si è tenuto alla libreria Ubik nell’ambito di ‘Sentieri Digitali’.

di Carmine Saviano

Comunicare nell’epoca della realtà virtuale. Ovvero come integrare i canali della comunicazione classica con i nuovi messi a disposizione da internet. Questo il tema dell’incontro che Luca Spoldi, fondatore di “6 in Rete Consulting”, ha tenuto presso la libreria Ubik di Napoli nell’ambito della rassegna Sentieri Digitali. Second Life, Facebook e la galassia ormai sterminata dei social network. Tutti modi per “aumentare la nostra realtà” e per allargare lo spettro “dell’interazione reciproca”. Luoghi virtuali per creare contenuti reali.

Per farsene un’idea basta cliccare su YouTube e cercare il canale Crashin News. Ci si troverà davanti a giornalisti in versione avatar che non fanno nè più nè meno che il loro mestiere. Con il vantaggio di poter raggiungere ‘dal vivo’, personaggi o esponenti del mondo della cultura e della politica che altrimenti sarebbe stato difficile intervistare. O di poter raccontare, con i mezzi del giornalismo, la realtà virtuale. Un modo per accorciare le distanze e per informare sui contenuti più disparati.

Gli esempi sono oramai molteplici. Quasi ogni città ha il proprio duplicato digitale su Second Life. A Napoli, per esempio, basta cercare la Saletta Rossa della Libreria Guida per assistere alla presentazione di un libro. Oppure cercare i servizi giornalistici che il gruppo ‘SL Reporter’ dedica alla città. E tra un’edicola digitale e una sfilata, non mancano gli omaggi ai tifosi partenopei.

Ma non solo. Dall’uso ludico a quello militare le realtà virtuali come Second Life possono essere utilizzate per riprodurre quasi ogni aspetto della vita reale. E si va dalle sfilate virtuali fino alle edicole in cui è possibile consultare giornali e periodici pubblicati online. “La cosa interessante è quando questi contenuti riescono ad uscire dalle rete. Quando riescono ad avere anche una vita reale”, dice Luca Spoldi. Altro campo molto gettonato nella realtà virtuale è l’arte. “Su Second Life si fanno istallazioni virtuali, mostre ed esposizioni. Ci sono artisti che hanno iniziato a lavorare sul web e che adesso vedono quotati i loro lavori nel mercato reale dell’arte”. E sempre “più interessanti risultano essere gli usi di queste piattaforme applicate al commercio”.

Per l’esperto di comunicazione Pasquale Popolizio, “le piattaforme di realtà virtuale sono solo degli strumenti in più”. E aggiunge: “L’approccio professionale deve restare lo stesso. Chi ha competenze nella vita reale le avrà anche sul web”. Un circolo virtuoso in cui il web non è niente di separato dalla vita concreta. Ma solo un’altra dimensione della comunicazione.

(30 marzo 2010)

fonte: http://napoli.repubblica.it

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